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Il mondo in un bosco


Ritratto di webmaster

Da webmaster - Pubblicato il 13 marzo 2012

bosco

 

A proposito dell’accessibilità, invece, permangono ancora molti problemi, legati soprattutto alla situazione viabilistica dell’intera città. E’ facile pensare che una soluzione di allontanamento del traffico di attraversamento mediante il completamento del sistema sud della tangenziale, eliminerebbe molti veicoli che transitano per Porta Cerese, impenetrabile da biciclette e bambini. E’ anche vero che alcune soluzioni proposte negli ultimi anni, e fortunatamente accantonate quali la bretella di collegamento tra la statale Cisa e Diga Masetti attraverso proprio Bosco Virgiliano, avrebbero di fatto ridotto il parco ad un grande rondò, ancora più irraggiungibile, per di più recidendo il contatto naturale con la Riserva della Vallazza.

Esistono comunque alcune direttrici di collegamento ciclopedonale, che andrebbero diffuse e riutilizzate, così da incentivarne la riqualificazione e il potenziamento. Si fa riferimento alla connessione al quartiere di Valletta Valsecchi attraverso il sottopasso di strada e ferrovia. A parte l’uso privilegiato degli abitanti del quartiere, questa direttrice è naturalmente collegabile al sistema ciclopedonale periurbano, anche se mancano alcuni “raccordi” strategici che la renderebbero più fruibile e connessa ad una rete molto più estesa.

boscoNonostante il parco sia da considerarsi più un giardino che un bosco, il passare degli anni ha favorito un notevole processo di naturalizzazione, facilitato dalla vicina riserva e dalla localizzazione lontana da fonti dirette di disturbo. Questo ha permesso l’insediamento di un numero molto elevato di specie animali che trovano un habitat ideale per sopravvivere, in questa fascia intermedia tra la campagna sfruttata intensivamente e l’inospitale città. E’ così che capita di vedere (oltre che sentire con una certa facilità) il picchio rosso maggiore, ma anche il fuggevole volo giallo-nero del rigogolo, un uccello molto elusivo che nelle nostre zone risponde al nomignolo di “galpedar”. Presenze particolari che si vanno ad assommare ad una nutrita presenza di rapaci notturni (civetta, allocco, barbagianni, gufo), oltre che a pressoché tutte le specie di passeracei da bosco e giardino presenti in pianura padana.

La vicinanza con i laghi e il Mincio, inoltre, permette di vedere il sorvolo ravvicinato di aironi e garzette, cormorani e anatidi di vario tipo. Presenza speciale, nella Vallazza, è quella del mignattino piombato, un uccello marino simile alla sterna che fino a qualche anno fa nidificava solo qui, in tutto l’areale dell’Italia settentrionale. Non di minor pregio, sempre nella Vallazza, le varie presenze di uccelli limicoli (ossia di zone paludose e fangose) quali ad esempio il cavaliere d’Italia.

Tutto questo si trova a pochi passi dalla città, in linea d’aria non più di uno o due chilometri, eppure sembra così lontano ed irraggiungibile…

A volte, le scoperte più sensazionali si fanno appena fuori dalla porta di casa.

Ho viaggiato molto, in Concord” diceva Henry Thoreau, a significare che molto di quello che ha imparato proveniva dal conoscere in modo approfondito proprio il territorio nel quale abitava (i dintorni della città di Concord, appunto): questo è stato il suo “viaggiare” più significativo.

 

 

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