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Obiettivi oggi e domani


Ritratto di webmaster

Da webmaster - Pubblicato il 13 marzo 2012

parcobaleno

 

Anche il processo di democrazia partecipata che l'Amministrazione Comunale ha messo in moto attraverso lo strumento di AGENDA 21 e dei suoi Forum, ha identificato tra le necessità della Mantova Sostenibile del prossimo futuro la "realizzazione di un polo didattico-ricreativo a Bosco Virgiliano", come una delle azioni pilota per diffondere comportamenti ecosotenibili (azione n°25).  

In effetti il valore potenziale del parco di Bosco Virgiliano va ben al di là della sua reale costituzione; il suo significato va ricercato in bisogni sempre più radicati nella vita moderna. Il bisogno sociale primario, a cui si tende di dare risposta con questo progetto, è la necessità, nell’ambito urbano, di avere dei punti di “decompressione”, di svago, di stacco (di ANTI-città, appunto) per rigenerare l’equilibrio psicofisico del cittadino, dal bambino all’anziano. 

 Le offerte di tempo libero sono spesso codificate, standardizzate, e finiscono con generare ulteriore stress perchè richiedono rispetto di orari, frequenza, costi, imposizioni.  

Lo svago libero è ormai un concetto che non fa più parte della quotidianità dell’abitante della città e probabilmente il motivo consiste nel fatto che non ci sono spazi LIBERI Il verde urbano, spesso, è inadeguato,sia per estensione che per le possibilità d’uso che offre. Le limitazioni ai giochi o alle attività caratterizzano ormai i giardini classici relegandoli al soddisfacimento delle esigenze dei bambini più piccoli (ma solo in corrispondenza di giochi preconfezionati standard) e di anziani in forte stato di noia. Non sono in via di estinzione solo gli ambienti naturali, ma anche la a capacità di USARE il verde urbano; i bambini più grandi restano nelle case ad utilizzare videogiochi, avventure virtuali, anziché vivere avventure reali in ambienti reali.  

Proprio su queste considerazioni l’Associazione Anticittà ha intrapreso un lungo percorso formativo che si è focalizzato sui principi che animavano il cosiddetto “robinsonismo”, una sorta di scoutismo a misura di cittadino qualunque. 

 

 

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