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L’elemento fondamentale di tutto il programma è però la costituzione di un punto di riferimento per le scuole mantovane che permetta di organizzare lezioni di educazione ambientale “dal vivo”.
La struttura consente infatti di proporre infinite possibilità di formazione sui temi dell’ecologia applicata, tradotti in pratica grazie alle varie attività coesistenti: infermeria e voliere per la cura di fauna selvatica (uccelli rapaci), serre con farfalle, ecosistema didattico dello stagno, ecosistema didattico del bosco, animali da cortile, orticoltura e vivaismo, stazione di compostaggio, presenza della limitrofa Riserva Naturale della Vallazza con tutte le sue componenti florofaunistiche, etc.
E’ quella che viene definita con l’appellativo di “aula verde”, uno strumento molto citato dai libri ma raramente realizzato; Mantova può offrire, attraverso questo strumento la possibilità di conoscere i meccanismi della natura attraverso la confidenza di un luogo storicamente legato alla città ma da troppi anni relegato ad area “accessoria”. Un modo per ridare dignità e uso al polmone verde più grande e vicino alla città stessa.
Uno strumento simile non è presente nel territorio provinciale. Innanzitutto perchè non è facile trovare posti con queste caratteristiche, in secondo luogo perchè nessuno, se non un'associazione di volontariato, avrebbe speso tanto tempo ed energie per questo progetto. Le scuole di città, in modo particolare, sentono l'esigenza di supportare il lavoro di educazione ambientale fatto in classe e sempre più presente nei programmi ministeriali, con la possibilità di "uscire" all'aperto e verificare in concreto ciò che viene insegnato. L'esigenza è sentita comunque anche dalle scuole cosiddette di "campagna" poiché anche in provincia l'inaccessibilità dell'ambiente naturale è un fatto consolidato.
Le caratteristiche di posto "protetto" (la presenza di recinzione, la continua manutenzione dell'area...) ne attribuiscono una caratteristica di area sotto controllo, in un momento in cui la garanzia di sicurezza è diventata una componente importante nelle attività parascolastiche. Ciò nonostante si ha l'impressione di vivere un'avventura, di entrare in un bosco; la immaginazione trova un'ampia soddisfazione, pur rimanendo all'interno delle mura cittadine.
Anche il processo di democrazia partecipata che l'Amministrazione Comunale ha messo in moto attraverso lo strumento di AGENDA 21 e dei suoi Forum, ha identificato tra le necessità della Mantova Sostenibile del prossimo futuro la "realizzazione di un polo didattico-ricreativo a Bosco Virgiliano", come una delle azioni pilota per diffondere comportamenti ecosotenibili (azione n°25).
In effetti il valore potenziale del parco di Bosco Virgiliano va ben al di là della sua reale costituzione; il suo significato va ricercato in bisogni sempre più radicati nella vita moderna. Il bisogno sociale primario, a cui si tende di dare risposta con questo progetto, è la necessità, nell’ambito urbano, di avere dei punti di “decompressione”, di svago, di stacco (di ANTI-città, appunto) per rigenerare l’equilibrio psicofisico del cittadino, dal bambino all’anziano.
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Le offerte di tempo libero sono spesso codificate, standardizzate, e finiscono con generare ulteriore stress perchè richiedono rispetto di orari, frequenza, costi, imposizioni.
Lo svago libero è ormai un concetto che non fa più parte della quotidianità dell’abitante della città e probabilmente il motivo consiste nel fatto che non ci sono spazi LIBERI Il verde urbano, spesso, è inadeguato,sia per estensione che per le possibilità d’uso che offre. Le limitazioni ai giochi o alle attività caratterizzano ormai i giardini classici relegandoli al soddisfacimento delle esigenze dei bambini più piccoli (ma solo in corrispondenza di giochi preconfezionati standard) e di anziani in forte stato di noia. Non sono in via di estinzione solo gli ambienti naturali, ma anche la a capacità di USARE il verde urbano; i bambini più grandi restano nelle case ad utilizzare videogiochi, avventure virtuali, anziché vivere avventure reali in ambienti reali.
Proprio su queste considerazioni l’Associazione Anticittà ha intrapreso un lungo percorso formativo che si è focalizzato sui principi che animavano il cosiddetto “robinsonismo”, una sorta di scoutismo a misura di cittadino qualunque.
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Destinato ai ragazzi tra i 6 e i 14 anni, il terreno d’avventura o parco Robinson, prevede una regola essenziale che sovrintende alla sua organizzazione: la libertà. Libertà di orario, di tempo, di fare o di non fare. L’attività che ciascuno può svolgere non è imposta da percorsi obbligati o da attrezzature sofisticate, ma suggerita dai materiali e dagli attrezzi disponibili, dalla configurazione dell’ambiente o semplicemente dall’esempio e dalla interazione con gli altri bambini. La ricerca, con l’avventura, di modi nuovi di vivere per rispondere ai problemi non risolti o risolti in modo insoddisfacente. L’avventura è la capacità di mutare i propri rapporti con l’ambiente. Comporta sempre dei rischi. Le esperienze precedenti possono aiutarci a valutare se è ragionevole correrli. Ma solo dopo aver provato sapremo veramente se abbiamo vinto o perso la scommessa.
L’avventura comporta e sviluppa la capacità di progettare, programmare, ricercare, sperimentare e improvvisare; è consapevolezza di dover affrontare rischi come momenti essenziali dell’esistenza perchè rappresentano l’impatto con la novità autentica. Avventura è esercizio di creatività ed anche, a volte, un piacere ludico di vivere, senza pensieri per il futuro.
Le valutazioni sopra riportate circa le necessità di un campo gioco alternativo possono essere le stesse che giustificano le altre attività in progetto presso gli spazi gestiti dall’Associazione. Il richiamo emotivo della serra per farfalle, oltre che per il suo valore intrinseco, porterà cittadini all’interno del bosco (con tutti i significati simbolici che questo comporta...!); in queste condizioni l’utente sarà più disponibile a lasciarsi alle spalle la città e aderire alle proposte che verranno a lui sottoposte.
Verranno infatti organizzati corsi di vario tipo (dal bonsai allo yoga all’aperto, dal disegno dal vero al taj-chi, dal florovivaismo alla cura di animali selvatici feriti, dalla palestra di arrampicata, alla semplice sosta magari accompagnata da bevande salutari e corroboranti, con a disposizione una fornita biblioteca in tema.
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